Gentili consiglieri,
tra i punti all’ordine del giorno della seduta del Consiglio comunale di Bore tenutasi sabato 18 aprile, vi era una interrogazione del gruppo consiliare di minoranza sui problemi e le prospettive della Pubblica Assistenza Bore, con risposta orale da parte del sindaco.
Dopo aver preso visione della registrazione video della seduta, a nome dell’intero Consiglio direttivo della Associazione Pubblica Assistenza e Soccorso Bore odv spero di fare cosa gradita nell’indirizzarvi queste note a integrazione delle informazioni fornite in quella sede.
Informazioni che volentieri avremmo fornito noi di persona se fossimo stati invitati a farlo, come peraltro era stato richiesto nell’interrogazione.
Reclutamento Volontari
Trattiamo per primo questo argomento perché giusto un paio d’ore prima del Consiglio si era tenuto un incontro con il sindaco e alcuni consiglieri nel corso del quale erano stati affrontati due problemi riguardanti il Punto Salute.
- Contrattualizzazione dell’affidamento alla Pubblica Assistenza della gestione del Punto Salute: si è convenuto che entro fine maggio il segretario comunale stenderà una bozza di contratto di comodato che preveda a) una ripartizione delle responsabilità verso terzi derivanti dalla conduzione dell’edificio e b) una ripartizione dei costi di gestione; riguardo in particolare ai costi di riscaldamento, si è convenuto che condizione per poterli ripartire è l’installazione, a cura della proprietà dell’immobile, di termostati che consentano di regolare la temperatura piano per piano.
- Locale da adibire a sede dell’Avis: sono state individuate e condivise un paio di ipotesi di soluzione, che entro la fine di aprile verranno portate alla deliberazione del Consiglio direttivo della Pubblica.
Punto Salute
Com’è noto, la crisi del volontariato ha cause lontane di natura demografica (sempre meno abitanti e sempre più anziani) e cause vicine come il Covid, la cui onda lunga ha fatto sì che il 2024 sia stato l’anno forse più nero nella storia della Pubblica. Limitandoci all’emergenza-urgenza, in quell’anno i militi costantemente attivi erano rimasti in 8 e coprirono 947 ore di turno (il 10,8% delle ore totali, dell’anno, il 23,2% nel bimestre luglio-agosto).
Da quel momento, grazie ai nostri sforzi di ricerca e reclutamento di nuovi volontari, è iniziata la risalita e nel 2025 le ore di copertura sono aumentate a 1.550 (il 17,7% del totale annuo, il 31,5% in luglio-agosto).
Oggi i militi attivi nell’emergenza-urgenza sono 15: un passo avanti significativo, ma ancora molto lontano da quello che servirebbe. E infatti la ricerca di nuovi volontari continua: ci sono già 4 candidati militi che a breve inizieranno i corsi di formazione; e prossimamente usciremo con una campagna di comunicazione mirata al reclutamento di nuovi volontari che si preannuncia molto coinvolgente e quindi, si spera, efficace.
Tavolo della Valceno
Mentre i comuni della Valceno stanno discutendo se e come costituirsi in unione o addirittura fondersi, una collaborazione strutturata in senso organizzativo e anche giuridico con le altre Pubbliche della Valceno è un obiettivo strategico della nostra Pubblica Assistenza da almeno 6 anni.
Circa tre anni fa, su nostra iniziativa, le PA di Bore, Bardi, Pellegrino e Varsi hanno costituito un gruppo di lavoro (che abbiamo chiamato Tavolo della Valceno) finalizzato a studiare e realizzare forme di stretta collaborazione con la messa in comune di idee, progetti, organizzazione, risorse e anche territori, come dimostrano i due progetti di cui parliamo più avanti.
Ricordiamo che questa collaborazione esiste da lungo tempo e si concretizza per esempio negli interventi in emergenza-urgenza che le altre tre PA della Valceno da anni effettuano nel territorio di Bore. Un aiuto importante come dimostrano questi dati: nel biennio 2025-26 i 144 interventi in emergenza-urgenza su Bore sono stati effettuati da Varsi (47), da Bore (28), da Bardi (3) e ben 66 da Pellegrino.
E proprio con Pellegrino, cui è stato proposto di ricevere un autista-soccorritore professionale (stipendiato da Ausl Parma) stiamo valutando la possibilità di condividere l’utilizzo del professionista, usandolo a bordo dell’ambulanza di Bore per due delle cinque mezze giornate feriali settimanali nel periodo da giugno a settembre. Opportunità che non sostituirebbe ma si aggiungerebbe all’ormai tradizionale infermiere (pagato da noi) che coprirà cinque mezze giornate feriali in luglio e agosto, permettendo con la sua presenza a bordo ambulanza di raddoppiare i turni coperti dai nostri militi.
Due importanti punti nevralgici
Il Tavolo della Valceno ha partecipato a due bandi della Fondazione Cariparma, uno nel 2024 l’altro nel 2026, con due distinti progetti che però sono l’uno il naturale proseguimento dell’altro. In entrambi i casi la nostra Pubblica ha svolto la funzione di coordinatore generale del progetto e di interlocutore con la Fondazione.
Il progetto 2024, iniziato nel gennaio 2025 e denominato “Valceno, Pubbliche Assistenze in rete”, è stato finanziato dalla Fondazione con 93.920 euro complessivi per le quattro Pubbliche, è ancora in corso di realizzazione e ha più obiettivi:
- favorire la messa in rete delle quattro organizzazioni attraverso il lavoro comune;
- la dotazione di tecnologie per l’ammodernamento degli uffici e per l’emergenza-urgenza (defibrillatori);
- la formazione, la comunicazione e l’individuazione dei bisogni socio-sanitari e assistenziali della popolazione con particolare focalizzazione sugli anziani e i fragili.
La PA di Bore, con la propria quota di finanziamento, ha così potuto acquistare ben 8 defibrillatori del valore di circa 2.000 euro ciascuno che, con i due ottenuti dalla Ausl (su richiesta del sindaco dopo segnalazione della PA di Bore) e uno donato dalla famiglia di Zita Resmini, fanno una dotazione di 11 defibrillatori che stiamo provvedendo a posizionare nelle frazioni in località concordate con l’amministrazione comunale.
A questi si aggiunge il dodicesimo donato dal dott. Cervellin e posizionato ai Franchi.
Naturalmente abbiamo provveduto a organizzare già due corsi dedicati alla popolazione sull’utilizzo di questi dispositivi e sulle manovre salvavita, in particolare il massaggio cardiaco. Nel prossimo futuro ne organizzeremo altri, sempre per la popolazione.
La ricerca socio-sanitaria punta a censire tutta la popolazione sopra i 65 anni puntando a individuare i casi di bisogno per solitudine, malattia e altre condizioni di disagio.
Con il supporto del medico di base e dell’amministrazione comunale saranno inoltre individuati i casi di disagio socio-sanitario in tutte le altre fasce di età. Le interviste necessarie alla ricerca saranno effettuate dal nostro infermiere di comunità, esclusivamente per il territorio di Bore, per il quale la nostra Pubblica Assistenza ha chiesto e ottenuto dal Distretto Taro-Ceno dell’Ausl il finanziamento di tre ore settimanali di lavoro aggiuntive fino al 31.12.2026.
I risultati del censimento saranno alla base del nuovo progetto con cui partecipiamo al bando 2026.
Il progetto 2026, che abbiamo chiamato “Prendersi cura degli anziani e di chi li cura” e che potrebbe iniziare nel 2027, si basa proprio sui risultati della ricerca che stiamo effettuando e punta a erogare servizi e tecnologie telematiche di sorveglianza e assistenza alle persone con problemi di natura socio-sanitaria ed alle persone che li assistono. L’idea progettuale, inoltrata alla Fondazione Cariparma dal Tavolo della Valceno, è stata approvata ed è stato assegnato un prefinanziamento per la redazione definitiva del progetto.
Si tratta di interventi in campo socio-assistenziale grazie ai quali la Pubblica di Bore potrebbe dare un sensibile aiuto all’amministrazione comunale che, sono parole del sindaco in Consiglio, ha qualche difficoltà a soddisfare pienamente le crescenti necessità di una popolazione sempre più anziana.
Più dialogo tra Pubblica e Comune
Infine vorremmo sottolineare che la PA di Bore, la quale da un po’ di anni dialoga attraverso il Tavolo della Valceno con le altre tre Pubbliche della vallata, lavorando a progetti di maggiore e progressiva integrazione, proponendo progetti innovativi che portano risultati evidenti sul territorio (22.000 euro di investimenti sulla salute solo nel 2025), non sembra come si è detto in Consiglio comunale così isolata e malmessa.
È vero invece che permangono due problemi.
Il primo è la carenza di militi, seppur in crescita rispetto al passato. L’emergenza-urgenza è sostenuta per il momento da un manipolo di benemeriti volontari, i quali però hanno bisogno di sentire più vicina la comunità di Bore, soprattutto attraverso l’adesione di nuovi volontari. Per questo è importante non solo la comunicazione ma anche e forse soprattutto la vicinanza delle istituzioni comunali, con l’obiettivo comune di coinvolgere la popolazione, perché i problemi nostri sono in realtà i problemi di tutti.
Il secondo è la necessità di un maggior livello di comunicazione reciproca tra Pubblica Assistenza e amministrazione comunale che consenta una migliore conoscenza dei problemi, con l’obiettivo di creare quelle sinergie utili ad affrontare i gravosi problemi della nostra realtà di montagna.
È per questo che facciamo nostra la richiesta di essere auditi dal Consiglio comunale: non solo perché avremmo preferito esporre di persona i nostri problemi e i nostri progetti, ma soprattutto perché siamo convinti che solo da un dialogo franco e costruttivo può nascere una fattiva collaborazione, alla quale naturalmente siamo sempre disponibili, a esclusivo beneficio della nostra comunità.
Grazie per l’attenzione.
Beppe De Simone
presidente della Pubblica Assistenza e Soccorso Bore Odv